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Dal 1 luglio stop alle retribuzioni in contanti
contantiA partire dal 1 luglio 2018, i datori di lavoro e i committenti non potranno più corrispondere la retribuzione al lavoratore direttamente in contanti, a prescindere dalla tipologia del rapporto di lavoro instaurato, a meno che la transazione non avvenga presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente.

Lo stabilisce la legge di bilancio pubblicata in Gazzetta ufficiale lo scorso 29 dicembre. Ogni datore di lavoro dovrà dunque corrispondere la retribuzione solo ed esclusivamente secondo una delle seguenti modalità:
  • bonifico sul conto identificato dal codice Iban indicato dal lavoratore;
  • strumenti di pagamento elettronico;
  • pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  • emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato; l'impedimento si intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni.
Ai trasgressori potrà essere applicata una sanzione amministrativa pecuniaria dai mille ai 5mila euro.

(Fonte Adn Kronos)

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