Qui! Group, l'assordante silenzio della politica a mesi dal fallimento
fallimento Qui GroupSono decine di migliaia gli esercizi pubblici, tra bar e ristoranti, che devono ancora recuperare i corrispettivi per i buoni pasto accettati in forza della convenzione in essere con Qui! Group, l’azienda di distribuzione di buoni pasto fallita ormai da mesi, con ammanchi per singola impresa che superano i 50mila euro.

«Sono queste le cifre drammatiche che rischiano di mettere in ginocchio gli operatori del settore della somministrazione - dichiara Giancarlo Banchieri, presidente nazionale di Fiepet, l’associazione che riunisce i pubblici esercizi aderenti a Confesercenti. - Siamo estremamente preoccupati del silenzio del governo sulla questione. Dopo un primo ed unico incontro, lo scorso settembre, al Ministero dello sviluppo economico, non abbiamo saputo più nulla. Non c'è stata alcuna comunicazione e sembra che le promesse e la solidarietà siano state dimenticate».

«Per questo – conclude Banchieri – domandiamo che sia riconvocato con estrema urgenza il tavolo di crisi. Cogliamo anche l’occasione per rivolgere un appello a tutte le federazioni di categoria, per avanzare unitariamente al ministro Di Maio la richiesta di un incontro per restituire, finalmente, certezze al settore».

Le imprese di Genova e della Liguria sono, come è noto, quelle che stanno pagando il conto più salato, dal momento che Qui! Group aveva sede proprio all'ombra della Lanterna, e molti erano i contratti sottoscritti con gli enti locali per l'erogazione del servizio di mensa sostitutivo. «La cosa incredibile - aggiunge Paolo Barbieri, vicedirettore di Confesercenti Genova - è come le istituzioni non stiano minimamente tutelando le aziende che hanno offerto il servizio di mensa ai loro dipendenti, fino agli ultimi giorni, ricevendo in cambio buoni non rimborsabili. Altro che rischio d'impresa, la verità è che le aziende hanno l'unica colpa di essersi fidate di quanto deciso nelle gare d'appalto statali dalla Consip».
 
Marco Gaviglio
 
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Novità giuridiche finanziarie
Lo stabilisce la legge di bilancio pubblicata in Gazzetta ufficiale lo scorso 29 dicembre. Ogni datore di lavoro dovrà dunque corrispondere la retribuzione solo ed esclusivamente con un bonifico su conto corrente, con strumenti di pagamento elettronico, tramite assegno oppure in contanti, ma solo presso sportello bancario o postale.
Il lavoratore avente diritto alla corresponsione della Naspi può richiedere la liquidazione anticipata a titolo di incentivo all'avvio di un'attività lavorativa autonoma, come stabilito dall'Inps in una circolare contenente precisazioni in merito alla compatibilità delle indennità di disoccupazione con alcune tipologie di attività lavorativa e di reddito.
Vengono introdotte regole più stringenti per l'utilizzo in compensazione dei crediti tributari prevedendo, in generale, una riduzione a 5mila euro della soglia al di sopra della quale è obbligatoria l'apposizione del visto di conformità nonché l'obbligo di utilizzo dei servizi telematici dell'Agenzia delle entrate per le compensazioni di qualunque importo.
Lavoro e contrattualistica
La misura rientra nell'ambito dell'accordo collettivo territoriale sottoscritto lo scorso 10 dicembre da Confesercenti, che estende a tutte le aziende associate della Città metropolitana di Genova la possibilità di applicare le deroghe ed esclusioni per le assunzioni a tempo determinato già previste per le aziende stagionali.
Mercato del Lavoro - Cassa integrazione - Detassazione - Apprendistato - Conciliazione - Attività Rlst
L'intesa sottoscritta lo scorso 7 settembre con Cgil, Cisl e Uil riguarda la rappresentanza ed il modello contrattuale e servirà da cornice ai futuri rinnovi dei contratti relativi a Servizi e Turismo. Il commento del presidente di Confesercenti Liguria Marco Benedetti e dei rappresentanti sindacali.
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