Sarzana, nuovo capitolo della battaglia Talea-Enercoop e Faib Confesercenti

Nuovo capito della battaglia Talea-Enercoop e i benzinai del sindacato Faib Confesercenti per il distributore di Sarzana: dopo che il Tar ha bloccato i lavori (ne abbiamo parlato qui) Enercoop ha chiesto la sospensiva della sentenza per continuare a lavorare, mentre il sindaco di Sarzana Alessio Cavarra ha annunciato ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar. 
Faib Confesercenti ha risposto con dieci considerazioni, elencate di seguito:
 
1) Le motivazioni con le quali il Sindaco di Sarzana dichiara in un articolo di stampa che ricorrerà al consiglio di Stato avverso la sentenza del TAR sono le stesse della società Talea SpA che affermava, nel controricorso, che i gestori erano mossi esclusivamente da motivazioni anticoncorrenziali. E’ una strana coincidenza che il sindaco dica la stessa cosa affermata da un soggetto economico interessato ad un atto amministrativo che deve essere rilasciato dall’amministrazione.
 
2 ) Il sindaco dà per scontato ciò che non lo è: un presunto risparmio in un mercato in grande fermento. Si tratta della condivisione aprioristica di tesi tutte da dimostrare.
 
3) l’amministrazione comunale dovrebbe essere organo super parters e attenersi alla correttezza del procedimento amministrativo nel rilascio dei titoli autorizzativi
 
4) Il Sindaco, rappresentante di tutti i cittadini e della comunità, non può ripetere le stesse cose-con parole diverse- dei ricorrenti: l’interesse dei cittadini viene prima
 
5) l’interesse dei cittadini- come hanno ricordato i giudici- non sono solo economici, ancorché tutti da dimostrare nel caso della ricorrente Talea, ma attengono a diritti primari quali l’ambiente, la sicurezza stradale, il governo del territorio, oltre a sicurezza sanitaria, tutela in materia antincendio e del lavoro.
 
6) Il sindaco dovrebbe tenere in considerazione anche gli interessi e le legittime aspirazioni imprenditoriali dei distributori esistenti e non abbracciare acriticamente le ragioni di un solo soggetto imprenditoriale per quanto forte e strutturato esso possa essere. In questo modo si mette l’ Amministrazione a disposizione del più forte.
 
7) L’amministrazione deve porsi il problema della tutela dell’ambiente e- in conformità agli obiettivi europei del 20-20-20 e dell’abbattimento delle polveri sottili e della qualità dell’area- deve vigilare affinché i nuovi impianti si adeguino alle direttive europee in materia di combustibili alternativi (Direttiva 94/2014) e abbiano a disposizione l’erogazione di carburanti ecocompatibili( L.27/2012). Il sindaco- rivelando i limiti della propria amministrazione- sembra pensi solo al prezzo della benzina.
 
8) Ancora, un amministratore pubblico dovrebbe porsi la questione della governabilità del suo territorio, la fruizione di servizi essenziali per i propri cittadini come la distribuzione diffusa e omogenea sul territorio dei carburanti per autotrazione che presiedono al diritto alla mobilità. L’utilizzo strumentale- tipo prezzo civetta- di un prodotto come i carburanti da parte di un soggetto economicamente strutturato- come Enercoop- e differenziato su più merceologie, mette a rischio la rete di servizi a favore dei cittadini sparsi nel comune capoluogo e nelle frazioni. Si tratta, per un amministratore locale, di un danno che dovrebbe saper ben valutare.
 
9) I giudici richiamano l’interesse diffuso alla tutela dell’urbanistica e del suo PRG, a tutela della corretta viabilità e vivibilità della città, paventando possibili stravolgimenti degli interessi generali. E’ davvero singolare che interessi generali debbano essere richiamati in una sentenza dei giudici amministrativi.
 
10) in un territorio difficile e quanto mai in difficoltà economica si deve prendere atto che l’amministrazione comunale non si pone il problema di possibili chiusure di impianti e conseguente distruzione di decine e decine di posti di lavoro…la disoccupazione è un problema che non interessa questa classe politica.
 
Alla luce di queste riflessioni si comprende la crisi (e il vuoto) della politica e la conseguente difficoltà a sintonizzarsi sui bisogni dei cittadini. 

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