Balneari, il ministro Gnudi: «Legge sulle concessioni entro 6-8 mesi»
«A una legge sulle concessioni balneari per recepire le direttive europee si arriverà in 6-8 mesi». Lo afferma alla Stampa il ministro del Turismo, Piero Gnudi, secondo cui «è sicuro che ci sarà una riforma perché così non si può andare avanti».
Sul contenuto della nuova legge, il ministro spiega: «l'essenziale è che le procedure siano trasparenti e aperte alla concorrenza. La riunione del 23 febbraio è stata fatta proprio per sentire l'opinione degli operatori balneari». Per Gnudi poi, sono anche scongiurati i rischi paventati dalle associazioni ambientaliste secondo cui le concessioni avranno una durata eccessiva: «La nostra legislazione ambientale - afferma - è molto avanzata, per cui il pericolo di cementificazione delle coste può essere evitato». Infine il ministro sottolinea le potenzialità del settore turistico. «Abbiamo il 4 per cento del turismo mondiale. Nel 2012 un miliardo di persone viaggerà per turismo. In 10 anni l'apporto del turismo al Pil può crescere dal 13 al 18 per cento e si possono creare 1,6 milioni di posti di nuova occupazione».
«Condividiamo la richiesta di trasparenza avanzata dal ministro Gnudi in merito all'assegnazione delle concessioni, come per altro è sempre avvenuto da 60 anni a questa parte - sottolinea Matteo Rezzoagli, segretario di Fiba Confesercenti Liguria -. Al tempo stesso, però, riteniamo vada tenuta in conto la peculiarità delle oltre 13mila imprese balneari italiane, e in particolare di quelle liguri. La nostra realtà si compone infatti di circa 1300 stabilimenti che corrispondono ad altrettante piccole e micro imprese che, con il loro radicamento sul territorio e la competenza professionale acquisita, garantiscono un'offerta turistica d'eccellenza. È quindi necessario che le concessioni restino in mano a professionisti all'altezza, se non si vuole correre il rischio di depauperare un patrimonio turistico dell'importanza che lo stesso ministro Gnudi ha giustamente ricordato».
«Ciò che noi chiediamo - aggiunge il segretario Fiba - è che tutto questo venga tenuto nella massima considerazione nel momento in cui le concessioni verranno effettivamente messe all'asta, per evitare che gli arenili possano passare in gestione a soggetti che abbiano sì le risorse economiche necessarie a subentrare, ma non le competenze di chi esercita questa professione da sempre. Chiediamo questo a tutela degli attuali titolari degli stabilimenti, naturalmente, ma anche e soprattutto dei clienti e dei turisti in arrivo da altre regioni italiane e dall'estero. Servono dunque regole certe e garanzie altrettanto certe per quelli operatori che dovessero vedere revocata la propria licenza, e per i quali andrà dunque predisposto un equo indennizzo».
«La Regione Liguria - conclude Rezzoagli - molto ha fatto e molto sta facendo affinchè la procedura avvenga secondo la massima regolarità. A questo proposito, Fiba sottolinea come la gestione del demanio debba passare sotto la potestà delle stesse Regioni, che sole conoscono le peculiarità dei rispettivi territori e del tessuto delle imprese in essi radicato».

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